Ordinanza di sospensione delle attività didattiche

Ordinanza della Regione Piemonte dell’1 marzo 2020

ORDINANZA DI SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE ED EDUCATIVE NEI GIORNI 2 E 3 MARZO 2020 (Decreto n. 24 del Presidente della Regione Piemonte – 1 marzo 2020)

Si rende nota l’Ordinanza della Regione Piemonte dell’1 marzo 2020, che ORDINA “nei giorni 2 e 3 marzo 2020 la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore”;

l’ordinanza inoltre “DISPONE

  • di eseguire nei suddetti giorni, in tutti gli edifici, adibiti alle attività didattiche ed educative citate, le misure di igienizzazione di cui all’allegato 1;
  • di demandare a successivo provvedimento le disposizioni in merito alla ripresa delle attività didattiche ed educative”.

Si allegano:

Ordinanza regionale dell’1/3/2020

Allegato 1 – Norme igieniche negli ambienti scolastici

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«Vorrei ringraziarvi di cuore per il vostro lavoro svolto con i nostri figli. È stato per tutti un momento difficile irreale… e da mamma posso dire che per i nostri figli adolescenti questo periodo non è stato facile. Non è stato facile all’inizio rinchiudersi in casa, privati della libertà, privati soprattutto del contatto umano, fondamentale per loro; non andare più a scuola, non poter vedere gli amici i parenti, il proprio papà o la propria mamma. Divisi da un telefono e un computer, non è stato facile condividere in molte delle nostre famiglie la perdita del proprio lavoro, la preoccupazione per i familiari malati, soprattutto rinchiusi in quattro mura. Ma ci abbiamo provato tutti, ci siamo organizzati a vivere una nuova vita, un nuovo modo di vivere, da casa noi genitori ci abbiamo provato a stare dietro a tutto e a dire ce la faremo.

Un plauso va a voi professori, grazie per il vostro lavoro, perché nonostante le difficoltà ci siete riusciti anche voi, avete seguito i nostri figli con impegno, a volte avete sopportato qualche risposta di troppo, magari non molto educata. Posso confermare che li avete sempre aiutati data la situazione. Grazie davvero per aver contribuito tutti nel migliore dei modi affinché i ragazzi non si sentissero troppo soli, non perdessero la voglia di continuare la scuola, perché senza di voi forse molti quest’anno avrebbero lasciato gli studi. Grazie al nostro Istituto che ha garantito nonostante tutto un supporto importante per tutti gli allievi».

Con queste parole, scritte ad un docente dalla mamma di uno studente del Maxwell, saluto tutti voi, cari studenti e care famiglie, nell’ultimo giorno  di scuola e nell’imminenza degli esami di Stato di questo anno scolastico 2019-2020 così eccezionale ed anomalo, che rimarrà nella memoria di tutti noi per molto tempo. Non avrei saputo trovare parole migliori e più significative di queste. In esse c’è tutto, non solo il dolore e la fatica che hanno attraversato questo periodo, ma anche la voglia di non farsene piegare, come persone e come parte di una comunità sociale, con la scuola al centro della vita dei giovani e delle loro famiglie.  

Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di trovarsi a vivere una situazione così complessa, che ha coinvolto milioni di studenti e famiglie in tutto il mondo. È stato ed è difficile, inutile negarlo. Abbiamo dovuto reinventare dall’oggi al domani un modo nuovo di fare scuola, una didattica che oggi possiamo chiamare con il suo vero nome, e cioè didattica dell’emergenza. Tutti ci siamo rimboccati le maniche per ricostruire, pur a distanza, la comunità scolastica e  la relazione tra le persone.  Lo abbiamo fatto come siamo stati capaci, anche sbagliando, ma mettendoci sempre impegno e passione, provando sempre a ripartire dai nostri errori.  I problemi non sono mancati, inutile negarlo, e ve ne saranno ancora. La distanza e la mediazione dello strumento digitale hanno reso tutto più complicato, ed ora  le tante incertezze sul futuro imminente, in vista del prossimo anno scolastico, non sono trascurabili. E pur tuttavia non possiamo permetterci di farci scoraggiare. Ciò che abbiamo fatto in questi mesi – tutti insieme, studenti e famiglie, docenti e personale amministrativo e tecnico della scuola – e quello che ancora ci resta da fare è enorme, nella sua brutale semplicità: tenere aperta la scuola. Tenerla aperta davvero, nella sua essenza, che è costituita dalle relazioni tra le persone sulle quali lo studio e la conoscenza acquistano significato.

Le parole di questa mamma, che faccio mie ed estendo a tutta la nostra comunità dell’Istituto Maxwell, ci fanno capire che ciò che si è fatto fin qui ed il futuro che stiamo provando a progettare vanno nella giusta direzione. Queste parole, forse anche troppo generose, così cariche di fiducia e di umanità, testimoniano di un incontro, di una scommessa di futuro che c’è stata e che ci sarà.

– Luciana Zampolli

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