Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

7 febbraio: Giornata Nazionale contro il Bullismo e Cyberbullismo a scuola: Il MAXWELL C’È.

Il bullismo è un fenomeno crescente tra i giovanissimi che si configura come un fenomeno dinamico, multidimensionale e relazionale che riguarda non solo l’interazione del prevaricatore con la vittima, ma tutti gli appartenenti allo stesso gruppo con ruoli diversi.

Alla scuola, nonché ai genitori, è affidata la responsabilità di affrontare tale tema attraverso un’efficace collaborazione nell’azione educativa, volta a sviluppare negli studenti valori e comportamenti positivi e coerenti con le finalità educative dell’Istituzione scolastica e delle famiglie.

È proprio in occasione della “Giornata Nazionale contro il bullismo e cyberbullismo a scuola”, istituita dal MIUR il 7 febbraio 2017 in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete indetta dalla Commissione Europea (Safer Internet Day), che l’Istituto d’Istruzione Superiore “J.C.Maxwell” di Nichelino dedica tale giornata ad azioni di sensibilizzazione rivolte ai suoi studenti, coinvolgendo anche alcune classi delle scuole secondarie di primo grado dello stesso Comune.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare e far riflettere attraverso il linguaggio cinematografico su che cosa sono il bullismo e il cyberbullismo, far riflettere, nell’ottica di un progetto più ampio che si propone l’Istituto,  non solo sui propri diritti online, ma anche sulle responsabilità come utenti/cittadini digitali, assumendo così progressivamente un ruolo più attivo e autonomo nella conduzione delle proprie scelte d’uso e di fruizione dei social media e Internet; far accrescere la consapevolezza rispetto ai rischi di un uso distorto di Internet e del cellulare .

Proprio in tale ottica gli studenti saranno guidati nella riflessione del fenomeno attraverso la visione di alcune campagne promosse contro il bullismo e nella visione di un film  dedicato a tale argomento, al termine dei quali, utilizzando i propri cellulari, dovranno collegarsi alla piattaforma Drive della scuola e lavorare sul materiale messo a loro disposizione che li guiderà a porsi in maniera empatica dalla parte della vittima per far capire il disagio che possono vivere le vittime del bullismo. Un ribaltamento dei ruoli che porta necessariamente a momenti di messa in discussione di se stessi.

La giornata, programmata per il 7 febbraio 2020, vedrà la partecipazione di tutte le classi prime dell’Istituto sotto la guida dei peer educator, in presenza dei docenti della classe.

L’evento si svolgerà in classe dalle ore 8:00 alle ore 11:30 circa, secondo il seguente programma:

  • Introduzione a cura dei peer educator;
  • Visione commentata del film “La forma della voce” di Naoko Yamada;
  • Somministrazione di un questionario che riprende i punti salienti del film e riflessione sul problema del bullismo guidata dai peer educator;
  • Proposta di realizzazione di un articolo di giornale da pubblicare sul giornalino online d’Istituto.

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«Vorrei ringraziarvi di cuore per il vostro lavoro svolto con i nostri figli. È stato per tutti un momento difficile irreale… e da mamma posso dire che per i nostri figli adolescenti questo periodo non è stato facile. Non è stato facile all’inizio rinchiudersi in casa, privati della libertà, privati soprattutto del contatto umano, fondamentale per loro; non andare più a scuola, non poter vedere gli amici i parenti, il proprio papà o la propria mamma. Divisi da un telefono e un computer, non è stato facile condividere in molte delle nostre famiglie la perdita del proprio lavoro, la preoccupazione per i familiari malati, soprattutto rinchiusi in quattro mura. Ma ci abbiamo provato tutti, ci siamo organizzati a vivere una nuova vita, un nuovo modo di vivere, da casa noi genitori ci abbiamo provato a stare dietro a tutto e a dire ce la faremo.

Un plauso va a voi professori, grazie per il vostro lavoro, perché nonostante le difficoltà ci siete riusciti anche voi, avete seguito i nostri figli con impegno, a volte avete sopportato qualche risposta di troppo, magari non molto educata. Posso confermare che li avete sempre aiutati data la situazione. Grazie davvero per aver contribuito tutti nel migliore dei modi affinché i ragazzi non si sentissero troppo soli, non perdessero la voglia di continuare la scuola, perché senza di voi forse molti quest’anno avrebbero lasciato gli studi. Grazie al nostro Istituto che ha garantito nonostante tutto un supporto importante per tutti gli allievi».

Con queste parole, scritte ad un docente dalla mamma di uno studente del Maxwell, saluto tutti voi, cari studenti e care famiglie, nell’ultimo giorno  di scuola e nell’imminenza degli esami di Stato di questo anno scolastico 2019-2020 così eccezionale ed anomalo, che rimarrà nella memoria di tutti noi per molto tempo. Non avrei saputo trovare parole migliori e più significative di queste. In esse c’è tutto, non solo il dolore e la fatica che hanno attraversato questo periodo, ma anche la voglia di non farsene piegare, come persone e come parte di una comunità sociale, con la scuola al centro della vita dei giovani e delle loro famiglie.  

Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di trovarsi a vivere una situazione così complessa, che ha coinvolto milioni di studenti e famiglie in tutto il mondo. È stato ed è difficile, inutile negarlo. Abbiamo dovuto reinventare dall’oggi al domani un modo nuovo di fare scuola, una didattica che oggi possiamo chiamare con il suo vero nome, e cioè didattica dell’emergenza. Tutti ci siamo rimboccati le maniche per ricostruire, pur a distanza, la comunità scolastica e  la relazione tra le persone.  Lo abbiamo fatto come siamo stati capaci, anche sbagliando, ma mettendoci sempre impegno e passione, provando sempre a ripartire dai nostri errori.  I problemi non sono mancati, inutile negarlo, e ve ne saranno ancora. La distanza e la mediazione dello strumento digitale hanno reso tutto più complicato, ed ora  le tante incertezze sul futuro imminente, in vista del prossimo anno scolastico, non sono trascurabili. E pur tuttavia non possiamo permetterci di farci scoraggiare. Ciò che abbiamo fatto in questi mesi – tutti insieme, studenti e famiglie, docenti e personale amministrativo e tecnico della scuola – e quello che ancora ci resta da fare è enorme, nella sua brutale semplicità: tenere aperta la scuola. Tenerla aperta davvero, nella sua essenza, che è costituita dalle relazioni tra le persone sulle quali lo studio e la conoscenza acquistano significato.

Le parole di questa mamma, che faccio mie ed estendo a tutta la nostra comunità dell’Istituto Maxwell, ci fanno capire che ciò che si è fatto fin qui ed il futuro che stiamo provando a progettare vanno nella giusta direzione. Queste parole, forse anche troppo generose, così cariche di fiducia e di umanità, testimoniano di un incontro, di una scommessa di futuro che c’è stata e che ci sarà.

– Luciana Zampolli

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